Cuffie Wireless

Recensione – Sony WH-1000XM4

Scritto da 14 Gennaio 2021 Non ci sono commenti

Design

Esteticamente sono molto simili al vecchio modello, le WH-1000XM3, ma nascondono nuove caratteristiche come lo standard DSEE Extreme per l’upscaling delle tracce audio compresse. Risultano estremamente comode anche indossate per tanto tempo (4 ore e non sentirle proprio).
Sui padiglioni ci sono i classici tasti funzione per accensione e il tasto custom di cui discuterò a fine recensione. C’è il foro per jack da 3.5mm e la USB-C superiore per la ricarica. Ancora una volta le prese sono totalmente esposte pertanto non c’è alcun tipo di impermeabilità e la porta type-C rivolta verso l’alto si espone pericolosamente anche alla minima goccia di pioggia. La superficie esterna dei padiglioni è touch e si possono regolare le funzioni esattamente come sulle XM3 per mettere in pausa, play, canzone successiva o precedente, regolar eia volume di canzoni e chiamate, rispondere o chiudere la chiamata.

Qualità costruttiva

Fra le XM3 e XM4 si fa fatica a capire quale è quale. Il materiale è sempre plastica di altissima qualità e le imbottiture sulle orecchie e sull’arco superiore sono in finta pelle. Sembrano alquanto solide e l’isolamento fisico dato dalla struttura del padiglione attorno all’orecchio è veramente ottimo.

Sony WH-1000XM4

La prova

Iniziamo con una spolveratina di info generali:

DSEE HX audio è una tecnologia di casa Sony sviluppata per ottenere il massimo da ogni traccia audio, utilizzando dei modelli di machine learning. I file mp3 o AAC sono buoni per compattare le canzoni in poco posto, però perdono in qualità. Formati più prestanti come FLAC e WAV invece mantengono una elevata qualità dell’audio però sono più grandi in dimensioni. Alcune canzoni anche di servizi di streaming sono in realtà immagazzinate in formato mp3 e in questo entra in gioco il DSEE Extreme: è un algoritmo che riconosce lo spettro sonoro della canzone ed esegue un “upscaling”, ovvero una sorta di trasformazione nell’audio, seguendo modelli complessi, che permette di dare più corpo alle canzoni con bassa qualità di partenza.
Sicuramente la stessa traccia in mp3 sulle XM3 e sulle XM4 suona completamente diversa. Quella delle XM4 si avvicina alla qualità audio del formato audio completo.

Quindi questo DSEE funziona? Sì, eccome, soprattutto ascoltando servizi di streaming musicale. Per alcune canzoni potrebbe non cambiare niente, perché sono già in alta risoluzione, ma ci assicura di avere sempre un ascolto al massimo delle potenzialità.

Unica pecca: Non funziona se si sta impostando manualmente una equalizzazione nelle cuffie. In ogni caso si gestisce tutto divinamente mediante app.

Continuando a parlare di qualità sonora delle tracce, queste nuove cuffie rispetto al modello vecchio supportano la codifica LDAC, che porta il bitrate massimo fino a 990kbps e fidatevi, una volta provato non tornate più indietro. Inoltre sono compatibile con il formato audio 360 reality.

Ancora, rispetto alle XM3 hanno la tecnologie Bluetooth multipoint: non solo si può connettere a più dispositivi contemporaneamente, magari allo smartphone personale e a quello del lavoro, ma se per esempio siamo in chiamata su un dispositivo e arriva una telefonata sull’altro e rispondiamo, la prima chiamata viene messa in attesa e non chiusa, come spesso succede con altri dispositivi multipoint.
Si collegano le cuffie a due telefoni e queste XM4 riescono a capire quale stiamo utilizzando e passare quindi in automatico da uno all’altro. Magari ascoltiamo Spotify su un telefono e arriva la chiamata sull’altro: con un tocco in cuffia si risponde alla chiamata e Spotify va in pausa. Finita la chiamata la musica dal primo telefono riprende.

Rispetto alle WH-1000XM3 c’è un nuovo SoC che porta la cancellazione attiva del rumore ad un livello superiore. Sinceramente per le vecchie XM3 la cancellazione era buona ma in casa Bose avevo trovato di meglio. Queste WH-1000XM4, con il loro processore QNe1 riescono a campionare talmente tanti dati dall’ambiente esterno che la cancellazione attiva del rumore è spaziale.
Sente i rumori ambientali e regola automaticamente la cancellazione, in modo da non avere sempre lo stesso “tappo” di cancellazione massima anche quando non serve (e di questo la batteria ne giova solo!).

Per riassumere: ANC il top e c’è il riconoscimento vocale per mettere in pausa la musica quando si parla. Questo Speak-to-Chat è sia un pregio che un difetto: se passa qualcuno a chiedere indicazioni o volete salutare un vecchio amico basta che parliate voi e le cuffie si fermano. Non hanno paura invece della solita anziana sull’autobus che urla accanto a noi perché imparano a riconoscere selettivamente la nostra voce anche in mezzo a del gran frastuono.
Questo però è un difetto per chi come me canticchia anche sottovoce le proprie canzoni nei ritornelli clou. La musica andrà in pausa PROPRIO in quel momento. Eh si, che fastidio! Comunque questa funzione l’ho trovata più volte comoda che fastidiosa.
Se però ascoltate spesso podcast o streamer che vi fanno ridere, beh, disattivate la funzionalità: vanno in pausa anche con una risatina!

Le funzionalità di queste nuove XM4 surclassano il modello precedente, soprattuto sull’ANC. Ma vediamolo più nel dettaglio: la cancellazione del rumore di queste WH-1000XM4 agisce in maniera completamente automatica e discreta. La cancellazione è potentissima sulle medie frequenze che sono i classici rumori fastidiosi di ventilatori, condizionatori, automobili all’esterno. Anche solo mettendo un po’ di lo-fi a basso volume per concentrarsi, l’ambiente esterno scompare del tutto.
Ma come funziona? La tecnologia è la Dual Noise Sensor: ogni padiglione presenta due microfoni ciascuno, devoluti entrambi all’ascolto di suoni esterni. I dati, campionati più di 700 volte al secondo, vengono inviati al chip QN1 che elabora i suoni e li abbatte all’interno della cuffia.

Per quanto riguarda i rumori acuti, come un mezzo che fa retromarcia, del vento che ulula o le voci acute della vicina di tavolo al bar, beh, penetrano un po’ ma sicuramente queste cuffie isolano meglio di qualsiasi altra cuffia abbia mai provato.

Ma Sony si è spinta oltre: perché campionare ogni spazio in cui ascoltiamo la musica se stiamo spesso negli stessi spazi? Se si concede l’accesso alla geolocalizzazione le cuffie salvano dei protocolli di ANC relativi ad ogni luogo, in modo da cancellare i rumori abituali di quel luogo appena ci arriviamo.
A lavoro per esempio ci sono molti computer che lavorano al massimo e c’è sempre rumore di ventole. Stando spesso lì le cuffie hanno imparato ad associare il suono a quel luogo e appena le indosso con un suono mi avvisano che hanno riconosciuto il luogo e la cancellazione è migliore rispetto alle prime volte che le ho indossate nello stesso punto.
Se non prende il GPS o non volete accenderlo per risparmiare batteria, si possono attivare manualmente i preset ANC precedentemente imparati dall’app Headphone Connect

Altre funzionalità riguardano lo stop automatico della musica quando si tolgono le cuffie, e il play automatico quando si reindossano. Per risparmiare la batteria hanno un timeout di spegnimento automatico.

Driver da 40mm identici a quelli montati su WH-1000XM3. In entrambe le cuffie, sia le vecchie che queste nuove WH-1000XM4 hanno un suono caldo, bilanciato ed un soundstage esteso e dettagliato.
Non c’è supporto aptX HD, ma il codec LDAC è divino. Come detto inizialmente rispetto alle XM3 a livello sonoro la differenza maggiore è il DSEE Extreme per migliorare l’audio delle tracce compresse. Il formato 360 Reality Audio di Sony fatica ancora a venire a galla sul mercato amatoriale, ma se trovate qualche traccia con quel codec suonano al massimo della loro capacità.
Giusto per avere una idea del transfer massimo in bitrate, queste cuffie supportano gli standard SBC, aptX, AAC e LDAC, ma non aptX HD. Lo standard AAC arriva fino circa 250kbps, SBS fino 320kbps, aptX fino circa 353kbps e LDAC fino a 990kbps. A metà strada c’è aptX HD con 576kbps. Si vede che Sony ha deciso che il salto da utilizzatore amatoriale ad “audiofilo” amatoriale era un salto degno di raggiungere le codifiche LDAC e dunque hanno escluso l’aptX HD. Poco male, si fa anche senza, la qualità audio è estrema in ogni caso.

Il volume massimo è estremamente soddisfacente, praticamente l’ho messo solo per provarlo e mai più lo raggiungerò. Ma mi ha fatto notare un problema: chi è accanto a voi sente cosa ascoltate.
L’isolamento dall’esterno all’interno è divino, mentre il contrario non lo è. Per me che ascolto musica a medio basso volume vanno bene anche in ufficio, ma già poco oltre al volume medio si sente fuori dalla cuffia, dunque bocciato l’uso in biblioteca o accanto ad altre persone in un ambiente silenzioso.

Uguale alle vecchie XM3. Quelle solite 40 ore senza ANC e volume medio basso le fanno lisce come l’olio. Con ANC reggono le 30 re dichiarate ma nulla di più.
Comunque l’autonomia è pressoché illimitata perché hanno la RICARICA RAPIDA. In 10 minuti di ricarica guadagniamo 10 ore di autonomia.
Anche solo collegandole in fretta e furia prima di uscire di casa, se ci siamo scordati di caricarle, magari mentre ci laviamo i denti, abbiamo l’autonomia per la giornata. La ricarica completa richiede invece 3 ore.

Magari speravate in un miglioramento rispetto al modello precedente, però i miglioramenti nei sensori, nel rilevamento della voce e nell’ANC sono andati a tamponare il miglioramento che c’è stato nella batteria, dunque sembra che sia andata in patta, ma non è così. Offrono di più senza nulla togliere a quello che c’era prima.

Parlando di ANC e di autonomia personalmente prima di provare queste nuove WH-1000XM4 la mia preferenza sul ANC era per le Bose NC 700, che hanno solo 20 re di autonomia. Queste non solo hanno 10 ore di autonomia in più e la ricarica rapida, ma hanno surclassato le Bose nella cancellazione del rumore.

Le chiamate sono il punto dolente. Le chiamate non sono proprio l’ideale perché il microfono non ha la migliore qualità sul mercato. A volte gracchia o rende il suono metallizzato se ci sono molti rumori di sottofondo da cancellare. L’audio arriva comunque ben pulito, ma lo step di pulizia digitale della nostra voce dai rumori esterni ha un costo in qualità audio che altri devices sul mercato non hanno.

ASSISTENTE VOCALE O ANC? Questo è il dilemma del tasto funzione personalizzabile (o “Custom”). Fuori ci sono solo due tasti fisici, questo e il tasto di accensione. Mediante app si può scegliere se associare il tasto custom O al controllo del noise cancelling (on/off) O all’attivazione dell’assistente vocale.
Quindi o vi tenete l’assistente per chiamate, texting, notifiche e indicazioni stradali, oppure vi mettete la possibilità di regolare l’ANC.

Lo consiglio?

Le consiglio a chi vuole il miglior sistema di cancellazione attiva del rumore sul mercato. A chi vuole delle cuffie estremamente comode e dalla massima qualità audio per una cuffia bluetooth. A chi vuole un hardware ed un software solido e che segue le nostre personalizzazioni, qualcosa che si plasmi con noi e per noi. Ma attenzione, sono altamente sconsigliate a chi vuole farci sport in quanto non sono assolutamente impermeabili.

Antonio Loi

Antonio Loi

Appassionato da sempre di tutto quello che è Tecnologia, la mia prima passione assoluta quando avevo circa 20 anni è stato il Computer. Dopo un pò di tempo è subentrata anche la passione per smartphone, Tablet e tutti ii gadget del settore technology.