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Recensione – Google Pixel 3

Scritto da 7 Luglio 2019 Non ci sono commenti

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Scheda tecnica

Voto:

8.4

Con Pixel 3, Google aveva bisogno di portare qualcosa sul mercato che riportasse quella risposta estremamente positiva che ha avuto fin dalla sua prima apparizione. Google Pixel di terza generazione è esattamente questo. In effetti, questo piccolo ma potente dispositivo potrebbe essere il miglior Android di sempre.

Ergonomia, Design & Materiali

Sul retro, Google ha utilizzato una combinazione di due diverse finiture di vetro per creare quel classico effetto Pixel bicolore. I bordi arrotondati in vetro,  lo fanno sentire solido ed ergonomico. Inoltre, il vetro smerigliato non è incline a scivolare via come alcuni smartphone totalmente lucidi.

Il fatto che Pixel 3 sia relativamente stretto e più piccolo del suo fratello “XL”, significa anche che è uno dei pochi telefoni rimasti sul mercato Android facile da utilizzare con una mano. Non è necessario allungare o riaggiustare costantemente la presa, cosa oramai diventata comune con molti telefoni.

Hardware & Connettivita’

Non ci sono differenze nella dotazione hardware tra Google Pixel 3 e il fratello maggiore Google Pixel  3 XL, già questa è una notizia, anzi, è La notizia.
Già, rispetto a quanto mi sarei aspettato, il “piccolino” è un prodotto di fascia alta a tutti gli effetti, con un look diverso dal flagship ma ugualmente ben equipaggiato.

Il processore è l’ultra collaudato Qualcomm Snapdragon 845, accoppiato a 4 GB di RAM e 64 o 128 GB di memoria interna non espandibile.
Connettività completa, con LTE di Cat. 16, Bluetooth 5.0, WiFi ac, GPS e NFC, bene anche sul fronte della sensoristica che può contare su accelerometro, giroscopio, magnetometro, barometro oltre ai classici sensori di luminosità e prossimità.

Display, Audio & Multimedia

Il display da 5,5″si presenta molto bene con dei neri molto profondi e dei colori davvero vivaci, diciamo che sotto questo aspetto il Pixel si presta molto bene.

Gli altoparlanti del telefono sono molto ben bilanciati ed anche se ci può essere una leggera differenza nella risposta dei bassi tra il diffusore vicino all’auricolare e quello vicino al bordo inferiore è comunque un’ottima uscita audio.

Fotocamera

La potenza degli ultimi anni della fotocamera montata sui pixel è stata più legata al software che all’hardware. Grazie ai suoi fantastici algoritmi di elaborazione delle immagini, le sue fotocamere sono state in grado di scattare fotografie tra le più belle in condizioni di scarsa luminosità. Allo stesso modo per il modello di terza generazione, utilizzando la fotocamera posteriore (singola) o la fotocamera frontale, si ottengono foto fantastiche.
Nell’app camera di Google, non c’è sovraffollamento di icone sullo schermo, né tantissime opzioni e controlli. Basta indicare la scena, toccare dove vuoi mettere a fuoco e anche se in movimento essa riuscirà benissimo a mantenere il fuoco su quell’area in maniera fantastica. Quindi, premi l’otturatore e scatterà istantaneamente la foto con risultati nitidi, colorati e dinamici.

Ciò che forse è più sorprendente dal punto di vista della telecamera è la qualità delle foto in modalità verticale, nonostante il fatto che abbia una sola fotocamera sul retro (un po ‘come l’iPhone XR), ciò dimostra che, con alcune smart engineering e software house, è possibile creare sfocature di sfondo davvero belle senza necessariamente il bisogno di due, tre o anche quattro telecamere sul retro per ottenere buone foto di ritratti.

In effetti, quella del Pixel è una delle migliori fotocamere selfie che abbia mai utilizzato, ancora una volta senza dubbio in parte per l’elaborazione delle immagini di Google.

Un’altra caratteristica davvero divertente che fa uso della conoscenza AI / AR di Google è Playground. Usandolo, puoi inserire personaggi animati all’interno delle scene. E dal momento che Google ha collaborato con Disney e Netflix, puoi persino ottenere personaggi Marvel, Star Wars e Stranger Things negli scatti. Le cose si sono spostate molto nel mondo AR, al punto in cui la maggior parte delle volte i personaggi AR appaiono come se fossero sulle superfici all’interno delle foto.

Batteria & Autonomia

Con qualsiasi piccolo telefono Android, c’è sempre la preoccupazione che la batteria più piccola possa comportare prestazioni peggiori. Nel caso di Pixel 3, in realtà si arriva tranquillamente a fine giornata. Certo, la batteria da 2915mah non è che proprio ti da la certezza di non aver mai bisogno di un power bank però l’ottimizzazione del sistema operativo con Google stock aiuta il telefono ad arrivare a sera in una giornata “stress ma non troppo” con il 20% circa.

Altra cosa che mi ha fatto impazzire è il caricabatterie wireless di Google che consente di scorrere automaticamente gli album fotografici durante il giorno o di andare in modalità notte / alba  appunto durante la notte. Con quest’ultimo, lo schermo si oscura, fino a quando si avvicina l’ora della sveglia del mattino, quando gradualmente passa da arancione a giallo nella speranza di svegliarti dolcemente.

Software

Ottimo il sistema di navigazione basato sui gesti, che ricorda quello di iPhone X/XS anche se nei Pixel non sembra altrettanto intuitivo da padroneggiare, almeno non inizialmente.

Le notifiche sono raggruppate in base all’app, quindi non si ottenogono schermate piene di singoli messaggi, il che è molto utile. Inoltre, con il passare del tempo, il telefono scopre quali app vengono ignorate regolarmente dalle notifiche e suggerisce di disattivarle se rileva un pattern.

Nel complesso, come ci si aspetterebbe da un telefono che esegue una versione pura e ottimizzata di Android Pie, le prestazioni di Pixel 3 sono praticamente impeccabili. È veloce, reattivo e tutte le animazioni sono fluide. Avviare le app è veloce, mentre sfogliare pagine e menu è semplice. E considerando che vanta del massimo processore di punta nell’arsenale 2018 di Qualcomm, non è poi così sorprendente.

Lo consigli?

Pixel 3 doveva mostrare ancora una volta al mondo ciò che l’hardware e il software di Google possono fare in armonia. Ed è veramente grandioso. In quasi tutti i modi questo telefono funziona come un vero fiore all’occhiello, e in un corpo più piccolo e più comodo da usare con una sola mano.

Con le sue caratteristiche killer e il suo design sontuoso in vetro posteriore, Pixel 3 compensa  in parte ciò che il Pixel 2 sarebbe dovuto essere. Lo schermo promette grande profondità e colore, assicurando un ottima esperienza utente.

Tuttavia, con il suo schermo di proporzioni 18: 9 e le cornici abbastanza grandi (per gli standard di punta comunque) il Pixel 3 sembra un po ‘più datato di alcuni concorrenti. Inoltre una migliore durata della batteria sarebbe utile. Ottimo per chi punta su una macchina da guerra magari non così accattivante nel design.

Antonio Loi

Antonio Loi

Appassionato da sempre di tutto quello che è Tecnologia, la mia prima passione assoluta quando avevo circa 20 anni è stato il Computer. Dopo un pò di tempo è subentrata anche la passione per smartphone, Tablet e tutti ii gadget del settore technology.